Perché Todd Phillips con "Joker" ha colto nel segno più di quanto immaginiamo? - Ludovico Albano
Joker di Todd Phillips

Perché Todd Phillips con “Joker” ha colto nel segno più di quanto immaginiamo?

Chi segue i lavori cinematografici legati a Batman può sapere che ogni personaggio antagonista (come pure il protagonista) proviene da storie di profonda sofferenza ed emarginazione.
Si tratta di personaggi che non diventano ciò che sono per semplice cattiveria o voglia di riscatto e fama, ma arrivano a essere ciò che sono a causa un processo lungo e doloroso, fatto di delusioni, illusioni,
dolore fisico, mentale, tragedie personali e fatti inspiegabili ma profondamente crudeli e spietati.

Questo è anche il caso del fantastico Joker, un personaggio fortemente inquietante e pieno di ambiguità e contraddizioni.

Lo abbiamo conosciuto nei vari “Batman” che si sono alternati negli anni e nei fumetti originali (per gli appassionati ed i più esperti).

Io ho avvertito qualcosa di diverso, qualcosa di più nel Joker di Todd Phillips. Siamo di fronte ad un capolavoro cinematografico senza precedenti, lo affermo da appassionato di genere e non da esperto di “giuria” sia chiaro, ma questo film credo sia stato qualcosa di particolare.

Crudo, violento, divertente, profondo e forse tenero allo stesso tempo. Tutto intorno alla stessa persona, senza stancare neanche un minuto. È un film imprevedibile, sorprendente, come se il regista avesse voluto dirci, “Credete di conoscere Joker? Illusi!”

Perché credo che il Joker di Todd Phillips abbia colto nel segno più di quanto immaginiamo? Perché credo che il suo Joker rappresenti, in termini meno “estremi” naturalmente, l’umanità odierna. Viviamo sull’orlo di un baratro. Purtroppo le ingiustizie che ci costruiamo dettagliatamente nella mente, ci prendono ogni giorno di più e viviamo sulla base di esse. Creano in noi un senso di profonda insoddisfazione verso il “sistema”.

Ci svegliamo ogni giorno consapevoli di vivere in un mondo dove non esiste giustizia, dove i deboli sono emarginati, dove chi ha difficoltà economiche viene abbattuto ulteriormente da leggi, tasse, indisponibilità da parte della società, etc.

È un mondo che non ci capisce fino in fondo, una società dove bisogna andare avanti con “risate finte” e accuratamente costruite. Dove non abbiamo possibilità di esprimere davvero la nostra rabbia perché potremmo sprofondare ancora di più nel baratro del nostro disagio interiore che potrebbe portarci alla morte. E allora quello che facciamo è indossare una bella maschera che accenni costantemente sorrisi e gioia, lo facciamo perchè va fatto, perchè siamo prigionieri del mondo che noi stessi abbiamo costruito e dal quale abbiamo paura di liberarci per la paura di finire nel vuoto che ci inghiottirà.

Il Joker di Phillips è magistralmente interpretato da un attore (Joaquin Phoenix) che ha avuto esperienze simili nella sua vita, calato completamente nel personaggio, dal quale non so come abbia fatto ad uscire, si è letteralmente trasformato in Joker. È qualcosa in più di una interpretazione, è una presa di sembianze.

Per la vita che ha vissuto l’attore non credo abbia fatto grandi sforzi, sicuramente meno di quelli che avrebbe dovuto fare una normale “star” di Hollywood sulla cresta dell’onda. Per interpretare Joker in quel modo devi aver sofferto (e molto) in qualche modo nella tua vita. Anche questo è cinema.

La pazzia di Joker lo ha portato a liberarsi in modo crudo e violento. Purtroppo è un film che incita alla violenza. Questo perchè il protagonista non è un santo. Mi pare chiaro. Chi va a vedere un film che si intitola Joker, conoscendo minimamente il personaggio non dovrebbe aspettarsi di vedere “Sliding doors” o “Notthing Hill”. Joker però è anche un film che invita a svegliarsi ed aprire gli occhi. Invita a fare qualcosa, a non conformarsi, a liberarsi, ad avere coraggio e lasciare indietro la falsità, l’indifferenza e la presunzione.

Un grande plauso a tutto le staff del film, che a mio avviso eccelle in tutto, anche nei dialoghi oltre che nella fotografia, nei personaggi, nelle ambientazioni.

Al di là delle interpretazioni di qualche fanatico o violento spettatore, è un film con un grande messaggio di speranza. Forse è arrivato il momento di tornare alla verità e alla genuinità nella nostra vita? Di accettarci come siamo senza conformarci a quello che il mondo vuole che siamo? A voi la risposta.

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